Tutti gli articoli

GREEN LABEL – La ricetta per un packaging sostenibile

10 Luglio 2021

Il D.Lgs. n. 116 del 3 settembre 2020 ha introdotto per ogni azienda l’obbligo di evidenziare le informazioni inerenti composizione, raccolta, recupero e riciclaggio del proprio packaging. Ma la nuova normativa lascia spazio a diverse interpretazioni.
Euroteam offre una consulenza a 360° per aiutare le aziende a orientarsi nelle pieghe del nuovo regolamento.

 

Sostenibilità prima di tutto. Sia nel contenuto, che – in questo caso soprattutto – nel contenitore. Nell’ultimo anno il tema della tutela ambientale è salito più volte alla ribalta nel mondo del packaging, anche perché il decreto legislativo 116/2020 ha ormai reso l’etichettatura ambientale obbligatoria per tutte le aziende che fanno uso di imballaggi. La nuova regolamentazione, tuttavia, è già diventata fonte di dubbi e incertezze anche da parte degli stessi addetti ai lavori.

Magazzino con materiali riciclati

Per fare un po’ di chiarezza è necessario partire dal testo del decreto, che dispone che tutti gli imballaggi siano opportunamente etichettati per facilitarne la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio, nonché per dare una chiara indicazione ai consumatori sul corretto conferimento nella raccolta differenziata.

Chiariti obiettivi e finalità, a rimanere senza risposta sono però le modalità attraverso cui tali informazioni devono essere fornite al consumatore finale. Per aiutare le aziende produttrici a sbrogliare questa matassa, entra in gioco Euroteam, che forte della sua esperienza trentennale nel comparto degli imballaggi si propone a sostegno dei suoi clienti per comporre un’etichetta a regola d’arte, secondo le linee guida disposte da CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi).

Il packaging infatti può essere fatto di cartone, di plastica, di metallo, oppure può contenere un mix di materiali differenti, ma in qualsiasi caso la sua composizione deve essere correttamente riportata in etichetta.

E qui urge una precisazione, in quanto nella codifica dei materiali di imballaggio vige la regola del 5%: laddove il peso dei materiali secondari che compongono l’imballo sia inferiore al 5% del peso complessivo del packaging, infatti, l’imballaggio è da considerarsi mono-materiale, e dunque in etichetta andrà riportato solo il codice del materiale “prevalente”.

Ma come si costruisce, nel dettaglio, la corretta etichetta ambientale?

Sono 4 le informazioni che non possono mai mancare:

  •  la tipologia di imballaggio (es. scatola, bottiglia, lattina, etc);
  • la codifica alfa-numerica del materiale – o dei materiali – di cui il pack è composto, al netto della regola del 5% (sulla base delle categorie previste dalla Decisione 97/129/CE);
  • la famiglia a cui il materiale appartiene (carta, vetro, plastica, etc);
  • sugli imballaggi destinati al consumatore (B2C), devono inoltre essere evidenziate anche le modalità di corretto smaltimento dell’imballo (raccolta differenziata oppure indifferenziata).

 

La forma, e i modi, con cui etichettare gli imballaggi invece restano a discrezione dell’azienda produttrice, che può scegliere se inserire i dati in una tabella o in una nota, in bianco e nero oppure a colori.

L’etichetta ambientale può rivelarsi complessa da codificare senza l’aiuto di uno specialista. Per questo Euroteam ha deciso di andare incontro ai suoi clienti ponendosi sempre più come punto di riferimento “sostenibile”, non soltanto per l’ampia scelta di materiali “green” di cui dispone ma anche per la sua capacità di supporto e consulenza in termini normativi.

Schema riassuntivo sulle normative legate ai materiali